Verso una dieta equilibrata: nutrizione clinica come aiuto

L'importanza dell'evitare un'alimentazione carente

Una nutrizione umana perfetta è in grado di mantenere lo stato di salute? In realtà in merito ci sono davvero poche certezze.
Sin dall’antichità si è ritenuto che il mantenimento dello stato di salute, i processi di invecchiamento e la predisposizione a contrarre malattie cronico-degenerative fossero dipendenti dall’alimentazione dell’individuo e di conseguenza che l’accurata pianificazione dell’alimentazione potesse avere questa prerogativa.
Lo scopo della prevenzione primaria in nutrizione sarebbe quello di riuscire a rispondere alla domanda “è possibile identificare il regime nutrizionale ottimale?”.
A dispetto di quel che possiamo credere, i dati a sostegno di un regime nutrizionale rispetto ad un altro nel promuovere lo stato di salute non sono solidi.

Ad esempio, l’intervento nutrizionale volto a ridurre la quota di grassi totali nella dieta con un simultaneo incremento dell’apporto di verdure, frutta e cereali (una dieta con caratteristiche vicine a quella “Mediterranea”) non ha dimostrato nell’arco di 8 anni di ridurre significativamente la malattia cardiovascolare e i suoi fattori di rischio e il cancro del colon nelle donne in età post-menopausale americane.
Anche l’integrazione della dieta con complessi vitaminici non ha generato dati incoraggianti quando la malattia cardiovascolare, il cancro o la mortalità sono stati presi in considerazione come end-points.

È verosimile che i risultati negativi di questi studi dipendano soprattutto dalla mancanza di studi epidemiologici di popolazione o di coorte che fotografino in modo appropriato le interazioni tra le abitudini alimentari degli individui e altri fattori ambientali senza contare che erano sconosciuti i fattori costituzionali e geneticamente determinati.
Non si tratta più di controllare un effetto dell’ambiente, ma di manipolare l’interazione tra un fattore ambientale (l’eccesso di calorie) e il nostro patrimonio genetico. La domanda che dobbiamo quindi porci è se sia possibile identificare estratti di piante, animali, minerali e microrganismi, impiegati come nutrienti isolati, supplementi o diete specifiche capaci di modulare il metabolismo energetico. Non è ancora conosciuto in che modo alcuni alimenti riescano a generare cambiamenti positivi sul metabolismo.

La nutraceutica può fornire questi alimenti funzionali e ci sono già alcuni esempi.
L’interesse scientifico nell’area della nutrizione è volto quindi a cercare di stabilire l’interazione tra il nostro patrimonio genetico e gli alimenti e i nutrienti per stabilire la dieta ideale per mantenere e implementare lo stato di salute e di contrastare l’insorgenza di malattie cronico degenerative quali il cancro, le malattie cardiovascolari, l’osteoporosi.
Ma i disturbi dell’alimentazione necessitano di un approccio, oltre che dietologico, anche psicologico, essendo in genere derivanti da disturbi della personalità o da depressione.
L’ambulatorio di Psicologia del Policlinico di Monza è integrato nel Centro di Medicina Metabolica per poter diagnosticare correttamente eventuali disturbi metabolici derivanti dalla sfera psicologica. L’alimentazione infatti per l’essere umano non ha valore esclusivamente nutrizionale, ma anche simbolico.

Si pensi alla dimensione di convivialità che trascina con sé e quindi alla dimensione sociale dell’uomo a cui l’alimentazione è inscindibilmente legata.
L’ambulatorio di Psicologia, nella persona della Dott.ssa Carmen Rusca, affronta i disturbi dell’alimentazione da questo punto di vista tramite colloqui individuali volti da un lato, ad una diagnosi corretta del problema metabolico, alimentare e quindi psicologico, e dell’altro fornisce un supporto in ambito di iter di cura del paziente che afferisce al Centro di Medicina Metabolica.
In quest’ultima accezione il supporto psicologico è fornito al paziente affinché acquisisca consapevolezza dell’iter di cura che sta affrontando, al fine di poter ottenere dal paziente stesso quella disponibilità di cura (ad esempio il percorso dietologico) essenziale perché la cura medesima vada a buon fine.

La prevenzione secondaria e terziaria: diagnosi e cura della malnutrizione al Policlinico di Monza

Nell’area della prevenzione secondaria e terziaria invece la nostra società deve rispondere a due bisogni essenziali della popolazione: il primo è quello di contrastare la pandemia dell’obesità e il secondo e diametralmente opposto è quello di far fronte al problema della malnutrizione in diverse patologie cronico degenerative.
L’attività dell’ambulatorio di Nutrizione Clinica si focalizza proprio sulla diagnosi e sulla cura della malnutrizione energetico/proteica.
La malnutrizione energetico/proteica costituisce una importante causa di morbidità e mortalità tra i pazienti con cancro e malattie cronico degenerative del sistema nervoso centrale (Parkinson, SLA, Sclerosi multipla).

Lo stato nutrizionale può però fortemente influenzare la qualità di vita, ma anche il decorso delle malattie cronico degenerative quando queste si sono pienamente manifestate e un suo miglioramento entra a pieno titolo nell’ambito delle attività di prevenzione terziaria.
Un inadeguato stato nutrizionale infatti mina l’efficacia della risposta alla chemioterapia, si associa a durata di degenza ospedaliera prolungata, programmi di riabilitazione meno efficaci e costi maggiori e soprattutto un marcato peggioramento della prognosi di questi malati.
Diventa necessario supportare i pazienti affetti da tali malattie croniche anche dal punto di vista nutrizionale.

Anche l’attività di prevenzione secondaria, cioè l’identificazione di individui malnutriti, ma che non sanno di esserlo o a elevato rischio di sviluppare la malnutrizione clinica, diventa un’azione fondamentale che richiede l’identificazione, la proposta e la validazione di nuovi strumenti di screening.
Non deve essere dimenticato che anche la nutrizione artificiale sarà un’area dove lo sviluppo di nutraceutici da integrare ai prodotti già disponibili attualmente non potrà che rivelarsi una nuova arma terapeutica per una gestione più dignitosa di questi malati.

L’attività dell’ambulatorio di Nutrizione Clinica del Policlinico di Monza si compone quindi di tre aree:
  1. Screening
    Screening della malnutrizione energetico/proteica domiciliare e ospedaliera.Questa attività è utile in previsione di:
    • interventi chirurgici aggressivi/demolitivi o che determinano incapacità di alimentarsi normalmente per più di 3-5 giorni
    • chemioterapia
    • presenza di malattie cronico degenerative che riducono la capacità di alimentarsi regolarmente
  2. Diagnostica
    • Valutazione dello stato nutrizionale con determinazione antropometriche ambulatoriali generali o di composizione corporea (bioimpedenziometria), laboratoristiche o strumentali per la determinazione del metabolismo basale (calorimetria indiretta), Holter metabolico (registrazione del dispendio energetico per 2-3 giorni) o se non perseguibile stima metabolismo basale e metabolismo energetico totale
    • Determinazione dell’apporto calorico giornaliero totale e per macronutrienti
  3. Terapia
    • Programma nutrizionale servendosi del supporto di integratori ricchi in calorie e/o proteine
    • Programma nutrizionale artificiale enterale per os
    • Programma di nutrizione artificiale enterale tramite sonda

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