La tecnologia d’avanguardia al servizio della diagnostica

La rivoluzionaria Tac discovery del Policlinico di Monza

Quando si parla di sanità, l’eccellenza non è mai un eccesso.
Offrire una tecnologia il più avanzata e raffinata possibile è una delle mission che il Gruppo Policlinico di Monza si è posto fin dalla sua concezione.

Soprattutto quando si tratta di diagnostica, è fondamentale poter offrire al paziente i migliori strumenti messi a disposizione dalla ricerca tecnologica, per poter consentire un’analisi approfondita fino al più minimo dettaglio delle sue condizioni di salute. Così il Gruppo Policlinico di Monza registra l’ingresso di una nuova apparecchiatura che è entrata a far parte dal mese di settembre della sua dotazione tecnologica.

Una Tomografia Computerizzata di ultima generazione

Si tratta di una tomografia computerizzata Discovery CT750 HD-VEO 128 Slices, prodotta da GE Healthcare e che va a sostituire la TC VCT 64 Slice.
Questa apparecchiatura consente di fare un salto di qualità epocale sia per l’alta definizione che per la risoluzione spaziale, ma in particolar modo per una cospicua riduzione della dose di radiazione di almeno il 50%. Ma non è tutto.

Con le esclusive e nuove tecnologie ASIR e VEO combinando sofisticati algoritmi di ricostruzione interattiva grazie a software di ultima generazione si aprono ampi orizzonti per i medici. Infine si può utilizzare per indagini spettrali, ovvero a doppia energia.

Il parere tecnico del medico

Le performance della nuova Tac non hanno lasciato indifferente neppure lo staff clinico.
Come spiega infatti il prof. Toufic Khouri, Responsabile del Dipartimento di Diagnostica per immagini del Policlinico di Monza, le qualità della nuova Tac risultano evidenti anche dopo i primi utilizzi.

“I vantaggi di questo prodotto sono molteplici. In primo luogo - spiega Khouri - c’è una forte riduzione delle radiazioni su tutti i distretti, in particolar modo sul torace e l’addome. Nello specifico, quando si parla di chi vuole effettuare un controllo preventivo per il tumore polmonare, la dose complessiva di radiazioni per una Tac polmonare con la nuova apparecchiatura è di circa 0,5- 0,8 millisievert (mSv) con strati sottili submillimetrici.

E, nonostante la riduzione, si ottiene un esame ad altissima risoluzione. Nel follow up oncologico in precedenza per l’addome del paziente si andava dai 15 fino anche ai 25 millisievert di radiazioni complessive. Con questa nuova Tac si arriva da un minimo di 5 a un massimo di 8 millisievert.

La dose di radiazioni è ridotta, come lo è per il massiccio facciale, l’encefalo e il dental scan, dove si aggira con la nuova Tac tra gli 0,3 e gli 0,4 millisievert complessivi. Anche in quanto a prestazioni vi è un miglioramento notevole rispetto a quanto avveniva in precedenza.
Ad esempio si ha una migliore nitidezza e definizione dei profili e delle lesioni nell’ordine di qualche millimetro, e questo grazie anche alle tecnologie ASIR e soprattutto VEO, che non poteva avere nome più azzeccato, dato che veo in spagnolo significa... vedere.

Possiamo dire inoltre che è stata vinta la ‘battaglia’ contro le protesi in metallo, come ad esempio gli stent, e le calcificazioni dei vasi, che, se presenti, in precedenza creavano qualche interferenza-artefatti a livello di nitidezza d’immagine.

Con la nuova Tac abbiamo invece un sicuro guadagno in nitidezza che non rende più questi elementi un ostacolo alla diagnosi, perché l’apparecchiatura è dotata di un software MARS (Metal Artifact Reduction).
Importante in ultimo la possibilità di studiare le immagini con un imaging spettrale GSI (Gemstone Spectral Imaging). In questo modo le immagini, grazie ad una sottrazione di acqua e di iodio, possono essere ottenute evitando un ulteriore passaggio sul paziente, per il fatto che i tessuti vengono caratterizzati in base all’elaborazione delle molecole.

La macchina dispone inoltre di un MPR (Multiplanner Reconstruction) e di una workstation dove il radiologo può trasformare lo studio delle immagini da assiale a multiplanare. Questa apparecchiatura fa parte dei primi quattro esemplari distribuiti nel mondo. Noi siamo i primi in assoluto in Italia e in contemporanea alla Francia e agli Stati Uniti. Questo cosa significa? Significa che non siamo secondi a nessuno.

L’Amministrazione ha investito molto per perseguire come sempre la propria missione, ovvero rispondere alle esigenze e alle aspettative della gente, che in questo caso specifico vuole sicuramente meno radiazioni e una diagnosi precoce e sempre più precisa”.

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