Per il terzo anno al congresso mondiale dedicato al cuore

Città di Alessandria con la tecnica di Bentall in Slovenia

Dopo il Sudafrica e il Kazakistan, il 14 e 15 settembre il Dipartimento Cardiovascolare “Centro Cuore” della Clinica Città di Alessandria è volato in Slovenia, a Lubiana. Per il terzo anno consecutivo, infatti, parteciperà all’“Annual Congress of the World Society of Cardiovascular & Thoracic Surgeons”, giunto alla 28esima edizione. Entrambi i lavori che il Centro Cuore aveva inviato, che riguardano la tecnica di Bentall, sono stati selezionati tra tanti per la presentazione orale e, in seguito, saranno pubblicati per intero sulla rivista della Società. Merito di un tasso di sopravvivenza a lungo termine, dopo un intervento praticato con la tecnica di dott mario fabbrociniBentall, raro nella letteratura mondiale e a una procedura innovativa nel trattamento degli pseudoaneurismi che possono insorgere dopo le operazioni che applicano la stessa metodica.dott giuseppe petrone
Relatore al Congresso è stato anche quest’anno il Dott. Giuseppe Petrone, membro dell’équipe del Prof. Mario Fabbrocini, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare “Centro Cuore” della Clinica Città di Alessandria. Il Dott. Petrone ha presentato un lavoro che si focalizza sul follow-up a lungo termine dell’applicazione della tecnica di Bentall e un case report allargato a tre pazienti colpiti da pseudoaneurisma dopo l’esecuzione della medesima procedura. Per quanto riguarda il primo lavoro, candidati alla sostituzione della valvola aortica, della radice aortica e del tratto tubulare dell’aorta ascendente in più tempi, ma all’interno di un’unica seduta operatoria grazie alla tecnica di Bentall modificata, sono i pazienti che presentano una valvulopatia aortica e una dilatazione aneurismatica dell’aorta ascendente e, prima ancora, della radice aortica. Si tratta di un intervento ad alto rischio a causa di una complessità tecnica. Per la sostituzione, infatti, è necessario staccare i due bottoni degli osti coronarici dall’aorta nativa del paziente e attaccarli su una protesi tubulare, fatta di un materiale sintetico chiamato Dacron, che viene collegata tramite anastomosi (particolare di sutura che unisce due visceri cavi in modo da renderli comunicanti) al cuore del paziente. “I risultati di follow-up a lungo termine – spiega a questo proposito il Dott. Petrone – pubblicati anche da grandi centri non sono così brillanti, proprio perché l’intervento è gravato da una significativa mortalità sia intraoperatoria sia postoperatoria. Dal followup, completo al 99%, sui 272 pazienti che abbiamo operato tra il 1998 e il 2016, è invece emerso che il tasso di sopravvivenza è stato del 76,1%. Un tasso che, confrontato appunto con i risultati della letteratura mondiale, ci colloca in prima linea”. Quella di Bentall è una tecnica standardizzata per la sostituzione della valvola aortica, della radice aortica e del tratto tubulare dell’aorta ascendente. “C’è però una differenza – precisa il Prof. Fabbrocini – negli interventi che pratico insieme alla mia équipe: nel momento in cui vado ad anastomizzare i due bottoni coronarici sulla protesi tubulare, evito di creare un’eccessiva tensione sugli osti coronarici, perché questa potrebbe causare un infarto postoperatorio. Invece, faccio sì che gli osti si poggino morbidamente sulla protesi tubulare”.
Quanto al secondo lavoro scientifico, tra il 2015 e il 2016, al Centro Cuore sono stati operati di nuovo tre pazienti che erano già stati sottoposti, in altra struttura, a un intervento praticato con la tecnica di Bentall. Tutti e tre i pazienti presentavano uno pseudoaneurisma dell’aorta ascendente, cioè una sacca che si crea all’esterno della protesi tubulare perché nel tratto tubulare dell’aorta ascendente precedentemente impiantato si è creata una apertura, causata da un’anastomosi deficitaria in qualche punto, che ha determinato un passaggio anomalo di sangue.
“Dopo quanto osservato durante questi tre interventi, – riferisce il Prof. Fabbrocini – nonostante i pazienti fossero stati operati la prima volta in altri centri, ho deciso di modificare la tecnica chirurgica che applicavo già da 20 anni. La modifica consiste nel praticare l’anastomosi non più solo con una sutura continua realizzata con il Prolene, ma con delle pezze di rinforzo in Teflon (pledgets), da applicare all’interno e all’esterno dell’aorta”. Quella a Lubiana è stata la terza presenza consecutiva del Centro Cuore di Alessandria al Congresso della Società Mondiale dei Chirurghi Cardiotoracici. L’anno scorso, ad Astana in Kazakistan, il Dott. Petrone ha esposto un lavoro sul follow-up dei pazienti operati di sostituzione della valvola aortica con la bioprotesi St. Jude Trifecta. Anche in questo caso si tratta di una tecnica standardizzata, la cui applicazione alla Clinica Città di Alessandria si è però distinta, oltre che per i buoni risultati, anche per una delle casistiche più vaste a livello mondiale. Mentre la partecipazione alla 26esima edizione del Congresso Mondiale, che si è tenuta nel 2016 a Città del Capo in Sudafrica, ha rappresentato un importante tassello per il riconoscimento, da parte della comunità scientifica internazionale, della Twist Technique introdotta dal Prof. Fabbrocini per la ricostruzione del ventricolo sinistro del cuore in pazienti colpiti da aneurisma post-infarto. Dopo quel Congresso, infatti, il Centro Cuore è stato invitato a presentare di nuovo la procedura a Chicago, al “Global Summit on Heart Diseases and Therapeutics”. La “15th World Cardiac Surgery & Angiology Conference” di Philadelphia ha poi premiato come migliore e originale presentazione proprio quella dedicata alla Twist Technique. Infine, a luglio 2017 l’intero articolo è stato pubblicato sul World Society of CardioVascular and Thoracic Surgeons Journal, segnando la definitiva approvazione scientifica della procedura.
equipe fabbrocini

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