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Il diabete è una malattia che consiste nell’incapacità del nostro pancreas di produrre una sufficiente quantità di insulina, ormone necessario per il nostro metabolismo.
In particolare l’insulina è quell’ormone che nel processo di combustione degli alimenti nel corpo umano (metabolismo) si occupa del passaggio del glucosio, degli aminoacidi e dei lipidi dal sangue alle cellule (processo di sintesi – metabolismo).
In conseguenza di questa funzione chimica all’interno del processo metabolico di combustione degli alimenti, l’insulina di fatto regola il livello di zuccheri (glucosio) nel sangue.
Uno squilibrio di produzione di insulina altera il nostro metabolismo manifestandosi con un eccesso di zuccheri nel nostro sangue (diabete).
Il diabete può manifestarsi, in funzione dello stadio di evoluzione della malattia:

Diabete senza complicanze

La prevenzione e cura del diabete deve avere un approccio multidisciplinare e segnatamente nei seguenti ambulatori:
  • ambulatorio di diabetologia, la cui funzione iniziale è quella di trattare il paziente per ridurre l’iperglicemia con l’intervento sullo stile di vita e con farmaci. I farmaci migliorano il funzionamento dell’insulina nel nostro corpo, la produzione dell’insulina stessa stimolata dal glucosio, ma anche da altri ormoni e nel caso l’insulina stessa diventa un efficiente strumento terapeutico.
  • ambulatorio di prevenzione cardiovascolare, la cui funzione è di pianificare diagnosi e terapia delle ipercolesterolemie e ipertrigliceridemie associate al diabete. Il diabete spesso si associa ad alterazioni del metabolismo lipidico, le dislipidemie che inducono un aumento nei livelli dei grassi circolanti nel sangue. E questa è una condizione che promuove i fenomeni aterosclerotici. Quando si riscontrano anomalie di questo tipo è sempre necessario valutare se siano legate al fatto che il diabete non è ben controllato o se siano indipendenti dalla malattia diabetica e richiedano un trattamento specifico.
  • I valori di colesterolo che di devono mantenere nel sangue dei pazienti diabetici sono più bassi rispetto a quelli degli individui non diabetici ambulatorio di dietologia e nutrizione clinica per proporre al paziente interventi nutrizionali appropriati per le nostre conoscenze attuali volti a controllare l’assunzione dei nutrienti e a ottenere riduzione del peso; una riduzione del peso anche modesta del
  • 10-15% del peso originario si accompagna infatti ad un notevole miglioramento del metabolismo degli zuccheri e dei grassi indipendentemente dall’uso dei farmaci
  • ambulatorio dell’esercizio fisico per proporre al paziente programmi di attività fisica volti a contribuire all’ottenimento della riduzione del peso, ma il cui scopo sia anche finalizzato semplicemente alla stimolazione del metabolismo del glucosio e dei grassi.
  • L’esercizio fisico in particolare è quello di tipo aerobico ed è in grado di prevenire e/o ritardare la comparsa della sindrome metabolica riducendo i rischi di sviluppare malattie cardiovascolari (cardiopatia ischemica, ictus cerebri, ecc.).


attivita fisica L’esercizio fisico assume una finalità terapeutica nella prevenzione e nel trattamento nei quadri clinici associati alla sindrome metabolica, inducendo:

  • una riduzione del colesterolo LDL
  • una riduzione della frequenza cardiaca a riposo
  • il miglioramento della sensibilità insulinica
  • un’aumentata capillarizzazione delle fibre muscolari di tipo rosso (con conseguente miglioramento dei valori di pressione arteriosa)


Questi obiettivi possono essere raggiunti attraverso un esercizio fisico a frequenza cardiaca controllata che utilizza apparecchiature come il cicloergometro e il tapis roulant associati al controllo dietetico rappresentano per il paziente uno stile di vita da adottare.

Diabete con complicanze

Il diabete è una malattia cronico degenerativa la cui manifestazione raramente è accompagnata da segni e sintomi importanti. Anche dopo la diagnosi il paziente non è afflitto da sintomi o disturbi fastidiosi e spesso riferisce un generale stato di buona salute.
A dispetto di questa subdola manifestazione quando il paziente adulto manifesta il diabete molto frequentemente sono in parte già presenti le tipiche complicanze del diabete che costituiscono il vero pericolo per il paziente che ne è affetto.
Le complicanze del diabete sono classificabili in:

Le complicanze microvascolari sono:

  1. la retinopatia diabetica e l’organo bersaglio è l’occhio, ma altre sono le malattie oculari che possono essere aggravate da diabete come l’edema maculare, la cataratta, il glaucoma;
  2. il 16% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza è affetto dalla retinopatia diabetica la nefropatia diabetica e l’organo bersaglio è il rene; il diabete rappresenta una delle cause più frequenti di insufficienza renale che impone il trattamento in dialisi; il 29% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza è affetto da nefropatia diabetica
  3. la neuropatia diabetica e l’organo bersaglio sono le fibre nervose (la neuropatia è sensitivo-motoria se interessa i nervi periferici o vegetativa se interessa i nervi che innervano gli organi viscerali come il cuore e l’apparato digerente); la neuropatia può determinare disturbi della sensibilità, dolori agli arti inferiori o alle mani (neuropatia sensitiva), digestione lenta o alterazioni dell’alvo (vegetativa). Negli uomini, un aspetto particolare è costituito dai problemi di impotenza sessuale; il 12% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza è affetto da neuropatia diabetica

Le complicanze macrovascolari

fluoroangiografia I distretti interessati dalle complicanze aterosclerotiche macrovascolari possono essere tutti i distretti arteriosi del nostro organismo, ma quelli più frequentemente colpiti sono:
1) i vasi coronarici e il rischio è di cardiopatia ischemica; il 25% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza ha avuto un evento coronarico o suo equivalente
2) i vasi carotidei e il rischio è di eventi cerebro vascolari; il 16% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza ha avuto un evento cerebrovascolare o un suo equivalente
3) i vasi arteriosi degli arti inferiori e il rischio è di arteriopatia obliterante periferica con disfunzioni nervose periferiche che possono portare alla temibile complicanza del piede diabetico; l’8% dei pazienti diabetici del Policlinico di Monza ha il piede diabetico

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