scompenso cardiaco
Responsabile Dott. Andrea Mortara

È ormai dimostrato che i pazienti con scompenso cardiaco (SCC), spesso ricoverati in passato in reparti di medicina generale, presentano una significativa riduzione della morbilità e mortalità se curati in unità specifiche, competenti e adeguatamente attrezzate. Da qui la nascita delle Unità per lo SCC che si caratterizzano per la presenza di personale medico e paramedico addestrato e preparato ad affrontare i problemi clinici e le varie manifestazioni dello SCC.
Tali Unità Operative hanno l’obbligo di legarsi saldamente al territorio collaborando con i medici di base aiutandoli ad affrontare la quotidianità spesso travagliata e i notevoli imprevisti dei pazienti con SCC.

All’interno del Dipartimento di Cardiologia si trova l’Unità Operativa dedicata specificatamente alla cura del malato con scompenso cardiaco (SCC). L’organizzazione di tale unità si articola prevalentemente in due modalità di intervento:

  1. Il ricovero ospedaliero
  2. I controlli di follow-up

Il ricovero ospedaliero avviene o per una corretta diagnosi e valutazione clinico-prognostica o per la comparsa di segni di instabilizzazione. In seconda istanza vengono programmati brevi periodi di ricovero per indagini di secondo livello o per eseguire impianto di pace-maker o defibrillatori.

Il controllo ambulatoriale è un momento fondamentale nel percorso di cura dei pazienti con SCC ed avviene tramite controllo programmato oppure controllo non previsto richiesto dal paziente o dal medico curante. Il controllo programmato ha una periodicità che varia a seconda della gravità della malattia (ogni 3-6 mesi o 1 anno) e può essere accompagnato da esami strumentali come l’ecocardiogramma o l’holter. L’intento è quello di dare, in accordo con il medico di medicina generale che ha in cura il paziente, la massima continuità assistenziale per prevenire le fasi di instabilizzazione ed eventuali ricoveri ospedalieri. In caso però compaiano segni di aggravamento della malattia, il paziente viene visitato anticipatamente portando le necessarie modifiche alla terapia farmacologica o allo stile di vita.


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