Una volta studiata l’aritmia e posta una diagnosi clinica e patogenetica, viene applicato l’intervento terapeutico ritenuto più appropriato, in termini di efficacia e sicurezza. Le terapie possibili sono le seguenti:

  • Semplice rassicurazione e consigli comportamentali: in caso di aritmia assolutamente benigna, che non comporti alcun condizionamento nella vita del soggetto
  • Terapia farmacologica: in presenza di aritmie benigne, in grado di condizionare la vita di relazione del soggetto in esame; i farmaci vanno sempre utilizzati alla dose minima efficace, accertandosi che non esercitino alcun effetto collaterale inaccettabile
  • Intervento di ablazione trans-catetere: in caso di aritmie resistenti alla comune terapia antiaritmica, o per inefficacia o per comparsa di effetti collaterali inaccettabili da parte del paziente
  • Impianto di pacemaker definitivo: qualora si documenti una defaillance del sistema di eccito-conduzione
  • Impianto di defibrillatore automatico (ICD): in caso di aritmie parossistiche maligne, in grado di provocare la morte improvvisa del paziente

News dal Gruppo

Nell’ambito dei Seminari della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, il 06 febbraio 2023 si terr...
Il Dott. Gianluca Cappelleri, Responsabile del Servizio di Anestesia del Policlinico di Monza, ha pubblicato il lavoro “Erector spinae plane block versus fascia iliaca block after total hip...
Nell’ambito dei Seminari della Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, il 30 gennaio 2023 si terr...