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Una moderna diagnostica cardiologica per Immagini necessita oggi di strumentazione ad alta tecnologia. Il Policlinico di Monza in particolare dispone di strumenti di ultimissima generazione come l'ecocardiografia, la Tac e la Risonanza Magnetica.

L’ecocardiografia

L’ecocardiografia comprende un gruppo di tecniche non invasive che si basano sull'emissione di ultrasuoni nell'intervallo di frequenza fra 2 e massimo 10 MHz, senza utilizzo di radiazioni. L'esame riesce ad esprimere in frequenza l'onda di pressione, facendo apparire il tutto su uno schermo che il cardiologo osserva mentre effettua l'esame, per permettere di comprendere dimensioni forme e movimento delle strutture cardiache. Il laboratorio di ecocardiografia è basato innanzitutto su un server dedicato dove sono immagazzinati gli ecocardiogrammi di circa 40.000 pazienti con relative immagini sia statiche che in movimento, oltre che tutte le misurazione ed i referti. Il sistema, oltre che permettere una refertazione immediata dell’esame corredato di immagini e di CD dell’esame, permette la visualizzazione degli esami precedenti del Paziente e il confronto “side by side” con la condizione attuale.

Gli ecografi sono dotati di seconda armonica, strumenti di analisi per l’affaticamento dei tessuti (strain tissutale) e producono immagini 3D. Collegati alla rete ecografica sono presenti anche 4 workstation che permettono la visualizzazione e la discussione degli esami durante il briefing di reparto. La workstation principale del laboratorio permette l’analisi delle immagini utilizzando il 2D strain che rappresenta la nuova frontiera per lo studio della funzione cardiaca. Protocolli di ricerca sono in atto, proprio utilizzando questa metodica in medicina sportiva, in oncocardiologia e per la valutazione dell’ischemia cardiaca.

La Tac

La Tac Discovery CT 750 HD - VEO 128 slices permette di eseguire esami di Cardio-Tomografia Computerizzata, con immagini tridimensionali. Con questa modalità si eseguono anche controlli di bypass aortocoronarici e screening per malattie coronariche.

La Risonanza Magnetica

La risonanza magnetica è considerata il “gold standard”, ossia l’esame di riferimento, nella valutazione della funzione cardiaca (in particolare per il ventricolo destro), nella valutazione dell’estensione del danno indotto da un infarto del miocardio, nella diagnosi di patologie più rare, come la displasia artimogena, le masse intracaridache, le miocarditi e pericarditi. L’utilizzo di questa apparecchiatura diventa quindi decisivo.

Inoltre in tempi più recenti e soprattutto grazie allo sviluppo tecnologico sia hardware sia software, in seguito all’introduzione delle metodiche di perfusione dopo stimolo farmacologico, la risonanza magnetica può essere utilizzata per la ricerca dell’ischemia cardiaca in alternativa alla scintigrafia miocardica, con il vantaggio, rispetto a quest’ultima, di non produrre danni fisici. Il Policlinico di Monza si avvale un’apparecchiatura modello Optima 450w 1,5 Tesla GEM Suite, dove il termine suite è riferito alla particolare ampiezza del tubo in cui viene posizionato il paziente per eseguire l’esame e che riesce a incrementare significativaente la tolleranza all’esame per coloro che soffrono di claustrofobia.

Le immagini ottenute con questa apparecchiatura di ultima generazione sono innovative e si rilevano determinanti per una diagnosi migliore. I tempi di esecuzione degli esami inoltre si riducono del 50%. Di assoluto rilievo sono le capacità di questa apparecchiatura in campo cardiologico.

Le indagini sul cuore sono tali da poter consentire l’analisi del muscolo cardiaco in movimento. In tal modo il radiologo è in grado di valutare la contrattilità e quindi il funzionamento del muscolo cardiaco in movimento. Infine, grazie alla risonanza magnetica è possibile effettuare l’analisi perfusionale, che consente di evidenziare eventuali necrosi, ovvero parte degli organi che non sono irrorate di sangue.

Questo tipo di diagnosi è essenziale per la determinazione degli effetti di un infarto sul muscolo cardiaco, di un’ischemia cerebrale piuttosto che lo studio degli effetti di una patologia maligna su diversi organi.

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