Arriva Da Vinci e il futuro bussa alla clinica Torinese

Pinna Pintor: un robot in sala operatoria

Lo scorso 9 febbraio 2016 la storica Clinica Pinna Pintor di Torino è entrata a far parte, a tutti gli effetti, del Gruppo Policlinico di Monza.
Una “nuova arrivata” di sicuro prestigio all’interno della quale, circa un anno fa, è partito un rivoluzionario processo di cambiamento che non si limiterà a riportare la Clinica agli antichi fasti, ma ne farà una struttura ad alta caratterizzazione tecnologica, dotata di strumentazioni all’avanguardia e capace di coinvolgere nel proprio staff medico i migliori specialisti. Tutto ad esclusivo e unico vantaggio del paziente.
Ricordiamo infatti che dal 1° aprile 2015, la gestione della Clinica Pinna Pintor era già passata nelle mani del Gruppo Policlinico di Monza che, da quel giorno, di cose ne ha portate a termine diverse, come ad esempio la ristrutturazione a tempo di record del Laboratorio analisi.
Oggi però è il momento di un’altra svolta importante rappresentata dall’arrivo del sistema robotico da Vinci, unica tecnologia oggi disponibile per accedere a una reale chirurgia robotica, nata dall’evoluzione della chirurgia mininvasiva. Cerchiamo quindi di conoscere meglio questo Robot da poco entrato a far parte dell’équipe chirurgica della Pinna Pintor.
Per chirurgia robotica da Vinci s’intende lo step successivo alla laparoscopia in cui il chirurgo, non operando direttamente con le proprie mani, comanda il robot attraverso una console posta in sala operatoria, dotata di pedaliera e controlli manuali per la gestione degli strumenti chirurgici e della fibra ottica. Il sistema computerizzato trasforma il movimento delle mani in impulsi che vengono convogliati alle braccia robotiche posizionate sul paziente ed introdotte tramite trocar (strumento chirurgico, con una estremità appuntita che viene utilizzato all'interno di una cannula al fine di inserire quest'ultima in vasi sanguigni o cavità corporee. Viene anche utilizzato per introdurre le fibre ottiche nell'addome durante operazioni chirurgiche laparoscopiche, o in tecniche quali l'artroscopia). Il sistema robotico da Vinci è utilizzato, all’interno della Clinica, da un team di professionisti specializzati e permette di eseguire operazioni di urologia, ginecologia, e chirurgia generale e toracica riducendo drasticamente i tempi di degenza dei pazienti. Il recupero post-chirurgico e migliorando la prestazione chirurgica.


Come funzione il sistema da Vinci?
Il robot da Vinci è il sistema più avanzato per la chirurgia robotica mininvasiva. È costituito da tre componenti principali:
  • Console chirurgica: è il centro di controllo. Tramite la console il chirurgo controlla la fibra ottica e gli strumenti per mezzo di due manipolatori e di pedali.
  • Carrello paziente: è il componente operativo del sistema da Vinci e si compone di quattro braccia mobili e interscambiabili dedicate al supporto della fibra ottica e di strumenti da 5 mm a un massimo di 8 mm.
  • Carrello visione: contiene l’unità centrale di elaborazione dell’immagine.
Sviluppato sul concetto della “Immersive Intuitive Interface”, è l’unico sistema robotico che:
  • traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo, consentendo un controllo completo della fibra ottica e dello strumentario, evitando i complessi movimenti laparoscopici;
  • permette una reale visione tridimensionale del campo operatorio: il chirurgo viene letteralmente “immerso”, senza ausilio di occhiali o altre apparecchiature, così da valutare al meglio i piani di dissezione anatomici e “vivere” l’intervento chirurgico quasi dall’interno del corpo del paziente.

In quale specialità viene utilizzato?
La chirurgia robotica da Vinci è applicata alle seguenti specialità:
  • Urologia
  • Chirurgia Generale
  • Ginecologia oncologica
  • Chirurgia toracica
  • Cardiochirurgia
  • Urologia pediatrica
  • Ginecologia benigna
  • Otorinolaringoiatria
  • Chirurgia dei trapianti

Quali sono i benefici della chirurgia robotica da Vinci?
Il sistema robotico da Vinci offre numerosi vantaggi rispetto alla chirurgia open, alla chirurgia laparoscopica tradizionale o alla più avanzata laparoscopia teleassistita, sia agli operatori che ai pazienti.
I principali vantaggi clinici:
  • Radicalità oncologica, quindi asportazione
  • Facilità di accesso ad anatomie difficoltose
  • Eccellente visualizzazione dei reperti anatomici
  • Visualizzazione più dettagliata dei piani di clivaggio
  • Maggior precisione nella procedura demolitiva
  • Maggior precisione ricostruttiva
  • Possibilità di configurare l’accuratezza del movimento chirurgico (scale possibili 1,5:1;2:1; 3:1)
  • Eliminazione del tremore fisiologico
  • Minor tempo operatorio rispetto alla laparoscopia
I vantaggi per il paziente:
  • Piccole incisioni con migliori risultati estetici
  • Minore necessità di trasfusioni
  • Minor dolore post-operatorio
  • Riduzione dei tempi di ospedalizzazione, che in molti casi vengono addirittura dimezzati
  • Ripresa più rapida della normale attività

Ed è così che la Clinica Pinna Pintor si proietta nella medicina del futuro, mantenendo però sempre un occhio al passato, alle sue origini e alla sua identità. Il processo di rinnovamento che oggi inizia nella Clinica del capoluogo piemontese sarà qualcosa di unico per la città di Torino e per i suoi abitanti che meritano nuovamente un Centro di eccellenza sanitaria, proprio come un tempo.
“La Pinna Pintor fa parte della storia e della tradizione degli ultimi 100 anni della vita sanitaria di Torino –afferma il Dott. Salvatore Costantino Pietrocola, Direttore Generale della Clinica – stiamo parlando di una struttura amata dai torinesi e da Torino alla quale deve essere restituita per proiettare nel futuro un patrimonio di valori, di cultura, di servizi e di qualità”.

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