Si avvicina la primavera e aumentano i rischi per i pazienti: un diario per combattere la malattia

La primavera si avvicina e per chi è soggetto a disturbi flebopatici è opportuno adottare comportamenti idonei per prevenire e attenuare le problematiche inerenti alla malattia. Ce lo spiega il Dottor Gianfranco Giffoni, del dipartimento di chirurgia generale della Clinica Salus di Alessandria.
“E’ bene ricordare innanzitutto che l’informazione al paziente in flebologia è fondamentale. L’insufficienza venosa è una patologia cronica ed evolutiva, ingravescente. E’ doveroso quindi non solo essere a conoscenza delle pratiche più adatte per alleviarne i problemi,ma anche rimanere sotto controllo medico per poter monitorare la situazione”.
I consigli su cosa evitare, insieme ai comportamenti da adottare, sono riassunti nel Diario clinico di flebologia, l’utile strumento di lavoro che il Dottor Giffoni utilizza nella quotidiana pratica lavorativa. Partiamo dai consigli.
“Bisogna evitare le posizioni immobili prolungate, le poltrone profonde o con bordi duri. E poi evitare di stare in piedi nella stessa posizione per lungo tempo. Infatti chi svolge un’attività professionale che lo costringe a una posizione eretta prolungata, come chirurghi, parrucchieri, bancari o cuochi è dunque più predisposto ad incorrere nella malattia rispetto a chi invece conduce una vita dinamica. E’ necessario evitare anche i chili superflui e vestiti troppo stretti come jeans attillati, calze e calzoni. Evitare le calzature basse e i tacchi superiori a 5 centimetri, nonché i bagni caldi, le saune, le cerette a caldo e ogni tipo di calore intenso a livello delle gambe. Inoltre si deve resistere alla tentazione di prolungate esposizioni al sole ed evitare tennis, squash, aerobica, equitazione e sci. Infine è bene evitare anche pillole contraccettive ad elevati dosaggi”.

Ora i suggerimenti su cosa invece è doveroso fare.
“1) Durante posizioni stazionarie prolungate, effettuate episodicamente piccoli movimenti delle gambe.
2) In caso di situazioni di immobilismo prolungato, sollevatevi sulla punta dei piedi.
3) Indossate abiti ampi. Chiedete al vostro medico il grado di contenimento adatto alla vostra insufficienza venosa.
4) Preferite calzature con tacco compreso tra i 3 ed i 5 centimetri. Fate correggere ogni tipo di deformazione della pianta del piede.
5) Terminate il bagno con una doccia alle gambe con acqua fredda, dal basso verso l’alto.
6) Tenete le gambe sollevate durante la notte.
7) Praticate nuoto, ciclismo, danza, acquagym.
8) Adottate tutte le misure possibili contro la stipsi”.

Anche le vacanze sono oggetto di suggerimenti da adottare.
“E’ un dato certo che la maggioranza dei disturbi venosi trovano miglioramento tra gli 800 e i 1.200 metri. I luoghi boscosi sono molto raccomandabili nel periodo caldo, poiché assorbono le radiazioni a grande lunghezza d’onda, cioè quellemaggiormente vasodilatatrici. Per quanto riguarda il mare invece è bene camminare nell’acqua fino al bacino, in modo tale da avere un idromassaggio naturale per via della differenza di pressione esistente tra l’acqua alta e quella bassa.Nuotare a lungo porterà sicuramente giovamento, ma attenzione all’esposizione solare: vietata se le varici sono gravi, se la vostra flebite è recente, se avete un grosso adema o un’ulcera alla gamba. Se non rientrate in questi casi l’esposizione solare è consentita, a patto però che i bagni di sole siano brevi e progressivi e non da effettuare nelle ore più calde”.
La postura è fondamentale. “
Oggi quasi tutti lavorano col computer e molti si siedono male, accavallano le gambe o hanno le spalle non in posizione eretta: in casi come questi facile avere delle complicanze vascolari periferiche”.

I SINTOMI DA MONITORARE
Tra i sintomi soggettivi della flebopatia è bene ricordare le flebectasie, il dolore, le flebodinie, l’edema, la flogosi, il prurito, il senso di peso, i crampi notturni, il formicolio, le parestesie e il senso di irrequietezza.
“Soprattutto quest’ultimo è un sintomo davvero importante di cui si parla molto negli ultimi tempi.
E’ un elemento di cui si occupa anche la neurologia moderna e viene trattato con farmaci antiparkinsoniani, oltre che con farmaci flebotropi. Per quanto riguarda invece i fattori predisponenti troviamo i contraccettivi orali, le gravidanze, gli aborti, l’obesità, il piede piatto e cavo, l’attività lavorativa, le malattie pregresse e l’ereditarietà, che gioca un ruolo importantissimo”.
Passiamo dunque alla visita del paziente e alla terapia.
“L’esame obiettivo viene condotto con il paziente visitato in posizione eretta, su una scala in piedi. Durante l’esame ispettivo si notano le varici, si vede il colore della pelle, quindi le pigmentazioni,
la presenza o meno di ulcerazioni, di cellulite,la presenza di teleangectasie, di distrofie cutanee. A ciò si aggiunge un esame fondamentale che è quello dell’ecocolordoppler, che ci dà la possibilità di vedere se ci sono situazioni gravi, superficiali, o profonde. Poi questo punto si stabilisce la terapia da attuare. Le terapie possono essere mediche, quindi con la prescrizione di farmaci flebo tropi se ci troviamo di fronte a una patologia minima. Inoltre abbiamo a disposizione la terapia elastocompressiva e la terapia contenitiva, in cui si fa uso di bende o bendaggi oppure calze elastiche terapeutiche o preventive. Infine abbiamo l’intervento chirurgico che può essere lo
stripping corto o lungo, oppure la terapia endovascolare con il laser o con la radiofrequenza che però hanno un’indicazione molto precisa: dipendono molto dal calibro delle vene e dalla loro tortuosità delle vene (in questo caso si discute se effettuare o meno la prossectomia). In più ci sono interventi chirurgici che riguardano la mini invasività con la famosa S.E.P.S., che però ormai non utilizza più nessuno. oi vi è la terapia elastocompressiva con bendaggi, che possono essere bendaggi medicati o bendaggi semplici; la terapia contenitiva con calze elastiche o terapeutiche e poi ci sono le terapie che riguardano le ulcere vascolari. Infine abbiamo la terapia sclerosante, tradizionale oppure con scleromousse o sclerofoam, che è quella più in voga di questo tempo”.