Unità di scompenso cardiaco

Resp. dott.Andrea Mortara
Padiglione FAGGI, piano terra e 1° piano

Equipe:
dott. Pietro Delfino
dott. Giovanni De Pasquale
dott. Giuseppe Scardina
dott. Salvatore Scarfò
dott. Simone Mazzetti
dott. Massimiliano Grillo
dott.ssa Chiara Bersano
dott.ssa Margherita Chioffi
dott.ssa Clotilde Terraneo
Offerta assistenziale:

Il reparto si compone di 14 posti letto di degenza ordinaria e di 4 posti letto di terapia intensiva coronarica per i pazienti con sindromi coronariche acute (UTIC). Tutte le camere di degenza ordinaria sono a due letti con servizi. I letti di degenza di terapia intensiva sono dotati di tutte le apparecchaiture necessarie per il monitoraggio continuo del paziente acuto. 
L'attività si articola in 2 linee di intervento: l'UTIC permette la gestione di tutte le emergenze cardiologiche, in particolare quelle ischemiche (IMA) e quelle emodinamiche (scompenso cardiaco acuto). In sinergia con il servizio di diagnostica e terapia intensiva è disponibile la gestione 24h su 24 dell'infarto miocardico acuto, con la possibilità della rivascolarizzazione farmacologica o mediante angioplastica primaria.
Il reparto di degenza accoglie pazienti con ogni tipo di cardiopatia della malattia coronarica, alle valvuolopatie, alle cardiomiopatie complicate o meno da scompenso cardiaco. La cardiomiopatia dilatativa/scompenso cardiaco passa attraverso i 3 livelli di intervento dell'U.O:

  • Ricovero ospedaliero
  • Day Hospital
  • Ambulatorio dello scompenso cardiaco
Patologie d'interesse privilegiato:
  • Malattia coronarica, angina, infarto miocardico acuto, cardiopatia dilatativa post-ischemica
  • Cardiomipatia dilatativa idiopatica
  • Anomalie respiratorie notturne del cardiopatico
Dotazione tecnologica:
  • Sistema di telemetria a 16 canali per il monitoraggio continuo centralizzato di 16 pazienti sia allettati che ambulati
  • 2 elettrocardiografi portatili
  • 1 ecocardiografo portatile
  • 2 unità di monitoraggio cardiorespiratorio notturno
  • 1 sistema ECG Holter 24/48 ore
  • Sistemi di supporto respiratorio per il trattamento delle apnee notturne

INFORMAZIONI GENERALI

Con l'avanzare dell'età media della popolazione e con il miglioramento  della efficacia della terapia delle malattie cardiache acute, la  cardiopatia cronica, in particolare lo scompenso cardiaco cronico (SCC),  hanno assunto dimensioni epidemiche. Lo SCC è attualmente la cardiopatia  più diffusa nel mondo, la maggior causa di ospedalizzazione dopo i 65  anni, la patologia a più alto assorbimento di risorse.
Vari fattori rendono particolarmente problematico l'approccio diagnostico  terapeutico allo SCC. Tra gli altri fattori la molteplicità eziologica, l'andamento clinico estremamente variabile, la moltitudine dei fattori che possono rendere instabile la malattia, la possibile compromissione multiorgano con problemi di ordine funzionale che interessano l'intero  organismo. Per questo motivo la cura e la valutazione clinica dello SCC deve tenere conto di vari aspetti assistenziali aggregando competenze  diverse.
E' ormai dimostrato che i pazienti con SCC, spesso ricoverati in passato in reparti di medicina generale, presentano una significativa riduzione della morbilità e mortalità se curati in unità specifiche, competenti e attrezzate adeguatamente per la cura di questa malattia. Sono così sorte le Unità per lo SCC che si caratterizzano per la presenza di persona e medico e paramedico addestrato e preparato ad affrontare i problemi clinici e le varie manifestazioni dello SCC. Tali Unità Operative hanno l'obbligo di legarsi saldamente al territorio collaborando con i medici di base aiutandoli ad affrontare la quotidianità spesso travagliata e i notevoli imprevisti dei pazienti con SCC.

Scopo Unità di scompenso cardiaco

  1. Eseguire una corretta valutazione clinica del paziente e la  conseguente impostazione terapeutica-operativa per migliorare la qualità di vita e allungare la sopravvivenza.
  2. Permettere al paziente di raggiungere una consapevolezza della  malattia, fargli conoscere le problematiche che possono insorgere, la  corretta percezione e riconoscimento dei sintomi e delle limitazioni  funzionali, come assumere e autogestire la terapia farmacologica.
  3. Implementare un modello di USC integrata modulare che nell'insieme  contenga i percorsi diagnostici terapeutici dei pazienti con SCC in tutte  le fasi evolutive della malattia e che quindi includa componenti  ospedaliere a diverso livello di intensità di cure e una rete  assistenziale territoriale con coinvolgimento della ASL di competenza.

Obiettivi

L' USC si pone sia obiettivi clinici sia obiettivi scientifici.

  1. Ridurre la morbilità per SCC riducendo il numero di  ospedalizzazioni soprattutto per instabilizzazione acuta che causa a  tutt'oggi il maggiore dispendio di risorse.
  2. Migliorare la qualità di vita dei pazienti con SCC fornendo un  sistema integrato di supporto con chiari punti di riferimento durante la  evoluzione della loro malattia. In questo punto vanno intesi tutti gli  interventi non solo farmacologici ma soprattutto di educazione sanitaria  alla malattia e di informazione sui percorsi assistenziali da svolgere in  cooperazione con l'UO di Riabilitazione.
  3. Costituire un rapporto chiaro e saldo con il territorio e la ASL di riferimento garantendo una disponibilità massima alla cura e  trattamento dello SCC e costituendo un nuovo modello assistenziale.

Ricovero Ospedaliero

Sono previste perlomeno tre tipologie di ricoveri presso la USC del
Policlinico di Monza.

a) Pazienti con SCC già diagnosticato ma in fase instabile con segni  clinici e strumentali severi di disfunzione ventricolare sinistra.

b) Pazienti con SCC già diagnosticato ma in fase stabile che  richiedono un ricovero di controllo per:

  1. Ottimizzare la terapia farmacologia.
  2. Proseguire un programma di riabilitazione/rieducazione.
  3. Eseguire un controllo e monitoraggio del quadro clinico.

c) Pazienti con SCC in fase di diagnosi e valutazione clinica.

La degenza media necessaria alla valutazione e puntualizzazione terapeutica e all'impostazione di un programma di  riabilitazione/rieducazione (Gruppo b) e' di 15gg con range di 7-40gg.

Controllo Ambulatoriale

Così come il Day Hospital, il controllo ambulatoriale e' un momento fondamentale nel percorso di cura dei pazienti con SCC. Esso può avvenire  secondo principalmente due modalità:

  1. Controllo programmato.
  2. Controllo non previsto richiesto dal paziente o dal medico curante.

a) Controllo programmato: In genere ogni tre mesi con visita, ECG e  se necessario un indagine strumentale (Ecocardiogramma, Holter, Test ergometrico). Gli accertamenti ematochimici in particolare la funzionalità renale ed il quadro elettrolitico, verranno richiesti periodicamente e potranno essere eseguiti presso la nostra struttura o presso laboratori vicini al domicilio del paziente. Durante tali controlli  i pazienti verranno anche seguiti dal personale che afferisce all'Unita' di Riabilitazione (Medico, Fisioterapista, Dietista, Psicologo) secondo le necessità del paziente o secondo percorsi programmati precedentemente. In  alternativa alcuni controlli potranno direttamente essere programmati  presso l'ambulatorio di prevenzione primaria e secondaria.

b) Controllo su richiesta: Sarà verosimilmente un controllo clinico con possibile integrazione con qualche indagine strumentale. La struttura  sarà essere estremamente attenta e disponibile garantendo il controllo entro un tempo massimo di 3 giorni.

Day Hospital

In quest'ambito sono programmabili diversi percorsi assistenziali con apertura di ricoveri in regime di day-hospital che possono prevedere da 3  a numerosi accessi in un arco massimo di un anno. All'interno di questi  ricoveri si possono strutturare sia valutazioni clinici e strumentali, che  interventi riabilitativo/rieducativi con sedute in palestra, colloqui con psicologo e dietista.