Il Progetto

Lo scoprire consiste nel vedere ciò che tutti hanno visto
e nel pensare ciò che nessuno ha pensato.
(A. Szent-Györgyi)

Il nostro percorso

Anch’io ero presente nel settembre 2009 a quella Conferenza sulle Malformazioni Venose Congenite presso il Grimaldi Forum di Monte Carlo, in occasione del 50 Congresso dell’Unione Internazionale di Flebologia, nel corso della quale veniva presentata e riconosciuta a livello mondiale una nuova Sindrome Malformativa, interessante alcuni distretti venosi (giugulari interne, azygos, sistema azygos-lombare) e fortemente associata a una patologia degenerativa cronica del sistema nervoso centrale: la Sclerosi Multipla. Le evidenze portate e discusse in quell’occasione furono sicuramente significative, ma nonostante ciò al di fuori del panorama internazionale, in cui erano stati da subito avviati ulteriori studi a conferma di quanto emerso, nulla o poco si è sentito dibattere a livello nazionale, non tanto fra i pochi addetti del settore ma nell’ambito delle trasmissioni puramente divulgative, che invece all’estero si erano rapidamente attivate in tal senso. E’ vero che in ambito scientifico ogni novità debba essere confermata secondo procedure rigorose, ma i dati presentati erano il frutto di ricerche condotte secondo “rigore scientifico” e comunque l’importanza dell’intuizione avrebbe dovuto suscitare nei media quell’entusiasmo che, invece, viene solo tributato ad altre notizie di costume o spettacolo. Ed ora, a distanza di un anno, più sull’onda del clamore suscitato all’estero dalle prime “guarigioni” ottenute con “la procedura di liberazione”, ossia un intervento di dilatazione venosa, anche da noi è scoppiato il caso mediatico, sollevato dalle migliaia di pazienti che chiedono di poter sapere se anche nel loro caso la malattia possa essere riconducibile a quelle malformazioni venose, che ostacolano lo scarico venoso dai territori cerebro-spinali. Io qui non aggiungerei altro, in quanto bisognerà stabilire in maniera certa la correlazione tra l’esistenza delle malformazioni e la Sclerosi Multipla, poiché in letteratura i vari studi differiscono proprio sui numeri, vale a dire la percentuale di pazienti con la malattia e che allo stesso tempo presentano le malformazioni. Non vi è comunque contraddizione in questo: i numeri, infatti, rendono inattaccabili le ipotesi di lavoro, trasformandole in certezza. La certezza che, anche qualora la percentuale di malati con tali anomalie fosse inferiore alle attese (e questo lo si potrà attestare solo allargando il numero di persone studiate), il riscontro “scientificamente provato” di questo collegamento giustificherebbe in maniera ineccepibile il trattamento. E’ proprio in questo contesto che intendiamo inserirci, con la ferma intenzione di fornire anche il nostro piccolo contributo alla ricerca di quei dati di certezza scientifica, in grado, se possibile, di dirimere la questione. La strada è certamente lunga e non facile, ma desideriamo percorrerla con tutti coloro che intendano farlo, mettendo da parte nostra tutte le competenze professionali necessarie, nella speranza di tradurre un sogno in realtà.

Prof. Massimiliano Farina
Responsabile Progetto CCSVI


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