Direttore Sanitario: Prof. Guido Broich
Centro Internazionale per il Salvataggio dell'arto

Il Centro Internazionale per il Salvataggio d’Arto è basato a Ginevra presso la Fondazione Ginevrina per l'Educazione e la Ricerca Medica (GFMER) ed ha una Clinica operativa a Monza, in Italia, dove il Centro per il Salvataggio d’Arto è attivo a Monza presso il “Policlinico di Monza”
Visione
Il Centro è stato creato per diventare una Organizzazione internazionale di riferimento, con sezioni locali e nazionali in Europa e nei Paesi in via di sviluppo, dedicata al salvataggio d’arto e alla prevenzione delle amputazioni.
Missione
• Raccogliere dati statistici e clinici sull’incidenza e sulla prevalenza della perdita degli arti e delle amputazioni maggiori, investigandone le cause (arteriopatia periferica, diabete, gangrena, traumi civili e militari, malattie delle ossa, infezioni, tumori).
• Fornire dati epidemiologici e tecnici e un’assistenza centralizzata e in loco per raccogliere queste informazioni.
• Sviluppare e collaborare nella compilazione di raccomandazioni su problemi etici che riguardano la perdita degli arti e l’amputazione, e il loro impatto sociale, economico, psicologico e sanitario.
• Ricercare e perfezionare nuove tecniche per il salvataggio d’arto, promuovendo e organizzando ricerche cliniche e sperimentali.
• Organizzare programmi nazionali e internazionali per l’addestramento di medici, infermieri e operatori sociosanitari nel campo del salvataggio dell’arto, per il tramite della prevenzione e del trattamento avanzato.
• Assistere i Paesi in via di sviluppo nell’identificare i loro fattori di rischio per la perdita d’arto e nell’organizzare programmi specifici di prevenzione dell’amputazione.
• Creare punti centralizzati di assistenza e consulenza per il trattamento di casi difficili di perdita dell’arto.
• Assistere nell’organizzazione di Centri Nazionali per il Salvataggio d’Arto, fornendo i protocolli, collaborando all’attivazione dei Centri e all’addestramento degli operatori locali.
Riguardo il salvataggio d’arto
Ci sono parecchie cause per la perdita di un arto. I traumi, sia di tipo civile che militare, e il diabete sono le cause principali. Il rapido, progressivo aumento dei casi di diabete negli ultimi anni obbliga ad una maggiore attenzione sul problema drammatico della perdita d’arto. I pazienti affetti da diabete hanno una probabilità 70 volte maggiore, rispetto ai non diabetici, di sviluppare gangrena, rischiando una conseguente amputazione. Infezioni, occlusioni di arterie, aneurismi e trombo-embolie, AIDS, malattie autoimmuni, tumori e incidenti sono cause possibili della perdita di un arto
Le procedure per il salvataggio d’arto possono offrire un critico miglioramento nel flusso sanguigno al piede e alla gamba, possono controllare le infezioni, stabilizzare la struttura ossea, ricostruire tessuti distrutti, fornire terapia di sostegno psicologico e sociale, nello sforzo di prevenire l’amputazione della gamba.
Queste procedure mirano anche ad aiutare il paziente per migliorare il suo stato di salute generale e la sua qualità di vita.
L’’idea è di considerare l’amputazione come una procedura da evitare fin dove è ragionevolmente possibile farlo, tramite una adeguata diagnosi, una attenta prevenzione e una terapia efficace per il salvataggio dell’arto. Le misure preventive includono il controllo del diabete, dei disordini trombo embolici, delle infezioni, l’educazione all’auto-esame periodico del piede, l’uso di calzature specifiche per diminuire il rischio da traumi ripetitivi nel piede dei diabetici e l’uso di sistemi di protezione disegnati per ridurre i rischi in persone esposte a traumi accidentali degli arti.
Le misure terapeutiche includono procedure ortopediche, plastiche, chirurgia ricostruttiva e vascolare, angioplastica e stenting delle arterie e procedure ibride (interventi che combinano la chirurgia classica con quella endovascolare e con l’angioplastica). A questo, vanno aggiunte una accurata microbiologia, per l’identificazione e l’isolamento dei batteri e di altri agenti patogeni responsabili e per un corretto trattamento con antibiotici e chemioterapici, una attenta antisepsi e la pulizia chirurgica delle ferite.
Recentemente è stato introdotto un nuovo intervento chirurgico: l’”AMPUTAZIONE VIRTUALE”. Questo consiste nell’eseguire una complessa procedura microchirurgica di resezione ossea e ricostruzione del piede con micro fissatori esterni, temporanei, allo scopo di evitare l’amputazione di dita o dell’intero avampiede nei diabetici che hanno ulcere o osteomielite. I pazienti sottoposti a questo intervento che ha correntemente una probabilità di successo dell’83%, mantengono un avampiede svuotato dalle ossa ma parzialmente mobile e con le dita e le unghie mantenute esteticamente ed in parte anche funzionalmente.
Gruppo Policlinico di Monza
Login Area Corsi
News Polietico
-
E’ di recente pubblicazione un nuovo libro del Professor Vincenzo Pirola, medico fisiatra e medico legale del...
-
Dieci anni di ortopedia alla Clinica Eporediese di Ivrea. Un traguardo importante, di quelli che lasciano il segno sul...
-
Recentemente, come Centro di ricerca in Neurobioncologia, ci è stato richiesto di partecipare alla stesura di un...
-
Oggi il trattamento delle patologie cardiovascolari ha portato al dimezzamento della mortalità rappresentando in...
-
I tumori neuroendocrini (NETs) rappresentano un gruppo eterogeneo di neoplasie con caratteristiche clinico biologiche...








